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A parte l’afa, l’umidità le temperature intorno a
1000° da quando è iniziata quest’estate ho avuto la sensazione che fosse strana
e in effetti non mi sbagliavo.
Infatti quella sensazione inspiegabile che mi ha
accompagnato dall’inizio ha preso forma due giorni fa quando una banale
distorsione al piede ha completato il tutto.
Quindi ingessata bloccata per un mese mi “godo”
questa torrida estate in divano spostandomi da una stanza all’altra come un
pachiderma, non che io fossi una
libellula o che sia stata mai agile, ma adesso tutto è un pochino complicato.
Il vantaggio è avere tempo, tempo e tempo e qualcosa
devo pur farlo, penso a qualcosa di manuale ma per il momento vista la calura
non oso nemmeno prendere un ago in mano, ma ho bisogno di fare qualcosa, così
scrivo e anche tanto qui, su carta, che riamane il mio modo preferito.
Mi piace lo scorrere della penna l’inchiostro che si
impregna sul foglio le parole che prendono forma che diventano pensieri.
Ci butti tutto dentro e ad un tratto quello che
avevi nella testa, che ti provocava quel
malessere adesso diventa più leggero, tutto ha un senso.
Anche se tutto sembra un progetto allo stadio
embrionale ed è tutto in quelle pagine cerco di fargli prendere ogni giorno una
forma consistente reale.
Certo è che questo scrivere mi fa stare bene mi consente di vedere meglio le cose di riflettere su ciò che mi accade intorno e per un piccolissimo istante mi sento felice.
Me lo impongo , una pagina al giorno niente di artificioso un semplice quaderno una matita una penna e tutto inizia a prendere forma.

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