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Cambio per non restare ferma, cambio “per non morire dentro”, perché quello che vedo non mi piace, quello che sento non mi piace.
Tutto è uguale, un film già visto, troppi stereotipi a cui
attenersi per poter appartenere senza renderci conto della nostra solitudine.
Contiamo i like e i followers ma siamo senza amici, senza
nessuno che ci ascolti, ci dia una mano o semplicemente una parola di conforto.
Pensiamo che essere uguali ci porterà al successo, la verità è
che così siamo solo un ago in un pagliaio di aghi.
Troppi uguali, prendere posizione distinguersi fa paura, perché ci obbliga a confrontarci a
metterci in gioco ad uscire dalla nostra zona confortevole.
Tutti straordinari, tutti cinici per moda, tutti perfetti, tutti
istagrammabili, tutti mirati al successo e in tutto questo la normalità? Dove è
finita?
Allora cambio e non cerco più lo schermo da cui far vedere il film di una vita che poi non è mia, ma cercherò il mio successo personale fatto di la normalità, di belle parole, di poesia, di scrittura, di lettura, di una tazza di caffè fumante,del caldo afoso e appiccicoso,
del canto delle cicale, della gioia di un temporale estivo, del sorriso dei miei figli,degli occhi del mio compagno, del silenzio della mia casa.
Comprendere la preziosità della normalità, uscire fuori dal
gregge,accettare la diversità e nutrirsi dei suoi colori credo che oggi sia la
ricchezza che l’universo ci regala.
Troppo pretendere di ritornare alle parole e poco alle immagini?
Troppo pretendere che forze esiste una speranza per un mondo migliore?
Evoluti tecnologicamente ma estinti a livello di emozioni, non siamo più grati per nulla, non conosciamo più parole di conforto.
Quindi mi fermo e ricomincio dalla normalità, dai piccoli gesti.
Troppo pensare di poter dare felicità? Di donare un piccolo pensiero a voi?
Quindi mi fermo e ricomincio dalla normalità, dai piccoli gesti.
Troppo pensare di poter dare felicità? Di donare un piccolo pensiero a voi?

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