Che io abbia avuto sempre voglia di creare è risaputo, che sia in continuo movimento lo è altrettanto e che spesso tra me e la mia creatività nascano dei conflitti l'ho scoperto da poco.
Precisamente da quando non avuto più voglia di fare nulla, mi accomodavo su pensieri,ricercavo idee e materiali per i miei progetti che in realtà non prendevano mai forma.
Per un po' questo mi ha creato un fastidio profondo, ma man mano mi sono abituata a questa condizione anzi ho cercato di comprendere meglio perché ero arrivata al mio blocco.
E devo dire che ci sono voluti ben due anni mille tentativi tra il web e l'analogico in cui ammassavo propositi, stoffe e cotoni per comprendere il mio stop creativo.
Avevo sperato e desiderato che quel lato potesse diventare un lavoro, che mi introitasse dei piccoli guadagni per farmi sentire un po' soddisfatta, ciò, ahimè non è stato possibile.
Non ho colpe da dare se non solo a me stessa perché la cruda realtà e che io boicottavo il mio lavoro.
Si perché, ero affascinata dal mondo artigianale, da quello patinato del web, dai pochi brand handmade che avevano avuto successo e pensavo di poter dare anch'io il mio contributo, sbagliando.
Dopo attenta analisi del mio costante ammutinamento ho consapevolmente e pacificamente accettato che se dovevo far sfogare la mia creatività, instabile, avevo e ho altri modi per farlo in maniera diversa.
Ma come si dice il primo amore non si scorda mai, così a volte devo ritornare ad ago, filo e telaio, e devo dire che ogni volta che abbiamo modo di rivederci ( parlo sempre di me e della creatività) è amore puro.
Adesso non ho ansia da "prestazione", perché non sono alla ricerca di un ipotetico cliente, anzi ha un effetto terapeutico.

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