Mi sono sempre chiesta cosa significasse fare un
buon lavoro, perché il termine è sempre opinabile, una prospettiva del proprio
punto di vista.
Poi un giorno durante un incontro scuola famiglia
qualcuno ti dice: “complimenti per suo
figlio hai fatto e continui a fare un
ottimo lavoro.”
La mia non è una famiglia convenzionale, credo che
in qualche post sparso all’interno di questo mio diario lo abbia già detto.
La mia è una famiglia variegata e allargata, siamo
il frutto dell’unione dell’amore, di anni passati all’interno di relazioni
devastanti, di figli trascinati in discussioni interminabili, per approdare nel
più ampio e grande dei legami.
Non è stato facile, perché fare il genitore non è
semplice, quando nasce un figlio non trovi nella culla, insieme al batuffolo di
coccole e dolcezze, un manuale che ti dice: "vai, tranquilla segui queste facili
regole e vedrai sarà una passeggiata."
Dall' istante in cui ti posano quei tre chili
sul cuore, la tua vita sarà in preda a dilemmi amletici, in cui ogni istante ti
ripeti se stai facendo la cosa giusta.
Tutto questo se viene buttato in una separazione, e
vi dico di diffidare di chi vi dice che si può fare pacificamente, le rotture
non sono mai semplici, la fine di un amore è fallimento, delusione,
frustrazione e strappi ad equilibri che in qualche modo sai benissimo mineranno la tua vita è quella degli altri, credetemi la catastrofe è dietro l'angolo.
I figli sono spettatori inermi e quando tutto passa
riuscire a ridare il senso di famiglia può essere complicato, difficile.
E quando accade puoi ritrovarti davanti due occhi,
come è capitato a me solo che erano quattro, che chiedono la stessa cosa dei tuoi figli a quel punto ti resta solo una cosa da fare andare d’amore.
Ed è a quel punto che non pensi più chi tu abbia
partorito, lì si consuma il migliore degli insegnamenti si diventa famiglia, che
non ha colore e sesso.
Ogni giorno lo passi a condividere i tuoi valori, ad insegnare che si è genitori, figli e fratelli senza alcun legame di sangue.
Si crea, si trasforma pur di far andare tutto a loro posto, perché ci credi, ami prima ancora di aver amato e cerchi i modi migliori per amalgamare limone e stracciatella.
E se poi un giorno arrivi davanti a chi conosce solo
una parte del percorso fatto per arrivare ad oggi e ne vede e riconosce i tuoi
valori, le tue debolezze, le tue difficoltà a quel punto comprendi che forse
sei sulla strada giusta.
Certo che ci saranno giorni di domande, dubbi, ma
non si nasce genitori, non siamo perfetti, cresciamo semplicemente insieme ai
nostri figli.
Oggi ho guardato indietro è ho capito tutto quello
che avevo fatto, le cadute, e le rialzate per arrivare qui a questo posso dire
di aver fatto un ottimo viaggio.
Non conosco il risultato, lo conoscerò solo
continuando a camminare e sapete il bello è proprio questo.
Ma più di tutto ho capito che i successi non sono frutto di conti in banca sostanziosi, di avanzamenti di carriera, di outfit alla moda, ragazze il vero successo è questo.

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