Prospettive.
Decido di iniziare il
nuovo anno con nessun proposito da portare avanti ma solo con una certezza
quella di cercare una meravigliosa, imperfetta felicità, quell’equilibrio
barcollante che mi darà le risposte a tutti quegli imprevisti che la vita mi
regalerà.
Decido di iniziare con
qualcosa che mi sta particolarmente a cuore, rimettendo in piedi questo posto alla mia maniera, scrivendo e creando, due opposti che si attraggono e che fanno parte di me e che per anni non capivo come far combaciare, forze perché troppo presa da chi suggeriva il contrario, perché non perfetto.
Ho capito, forze troppo
tardi, che la perfezione non esiste e chi vi mostra vite straordinarie non vi fidate,
mentono a se stessi e agli altri illudendosi che basti una bella foto per
essere felici.
Ho capito a mie spese,
che rincorrere l’impeccabile, il successo fatto di zeri su conto corrente, di
foto stereotipate, di imitare vite, situazioni e carriere degli altri il più
delle volte non ci appartengono.
Ho sprecato gran parte
della mia vita rincorrendo persone e cose che a detta di molti erano la
perfezione, omologandomi alla massa per essere accettata, per poi scoprire che
erano immersi nel cinismo, cattiveria e maleducazione.
Mi sono ritrovata a
pensare che tutto dovesse gravitare intorno a loro, come se questo mi
desse la mappa per trovare la mia strada.
Mi sono martellata il
cuore e il cervello per raggiungere quel successo che non mi apparteneva,
perché volevo rispondere ai canoni che il mondo esterno mi imponeva,
accumulando stress, rabbia, inquietudine che giorno dopo giorno si sedimentava all’interno
del mio cuore.
Un bel giorno il mio
corpo si è ribellato, si è sciolto come neve al sole, ho dovuto fare i conti
con i miei limiti fisici e li ho dovuti accettare.
Ho avuto il tempo per
riflettere, perché ad un tratto mentre ero in corsa per raggiungere quegli
obiettivi che pensavo fossero prioritari nella mia vita tutto è crollato.
Lo stop obbligato mi ha
consentito di guardare dove non avevo mai visto, mi sono chiesta perché ero arrivata a questo punto, ho scavato all’interno
dei miei valori, a chi ero, da dove ero partita ma più di tutto chi volevo
diventare.
A chi volevo darla a bere i sogni di donna in carriera non fanno per me, sgomitare per puro denaro, mi è stato anche proposto, più volte di entrare in politica, a detta degli altri per le mie doti comunicative e per la mia cultura.
Le lusinghe mi hanno quasi fatto dire di si, ma all'ultimo momento mi tiravo indietro, mi davo sempre delle scuse, del tempo, la realtà è che nel mio profondo sapevo che non faceva per me.
La chiave di tutto è
che noi siamo liberi di scegliere chi essere e quali valori portare nella
nostra vita, cosa diventare, ed io non volevo essere uguale agli altri, la differenza si può fare anche senza clamore.
Mi sono stufata di
gente cinica solo per darsi un tono, di costante maleducazione, di cattiveria
gratuita, solo perché non abbiamo la capacità di accettare gli eventi che il
cosmo ci manda, di vivere in funzione di un like.
Non possiamo
prendercela con il mondo che va male, perché il mondo siamo noi, e siamo sempre noi che gli
diamo colore o lo tappezziamo di grigio e allo stesso tempo possiamo decidere
verso quale direzione farlo andare.
Cambio prospettiva, o meglio riprendo la mia, controcorrente, antica, superata ma è quello che desidero e sapete da quando non smanio
dietro a sogni di successo e di numeri io vivo meglio, pur sapendo che non sarà
accettata, ma infondo non possiamo piacere a tutti.
Ho ritrovato la
tranquillità che giorno dopo giorno mi da la forza di affrontare le difficoltà, gustandomi ogni momento, gioendo delle piccole cose.
A differenza di altre
volte non ho programmi per questo blog, vivo alla giornata, nutro segretamente il desiderio di diventare una scrittrice, ma al momento mi accontento di raccontarvi il mio villaggio.

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