il giorno "Zero"






Quando tutto cambia non puoi fare altro che prenderne atto e fare in modo che il cambiamento sia solo a tuo favore, certamente non è facile dall'oggi al domani vedere che tutta la tua vita è stata stravolta e certamente non puoi fermare il tempo.

La vita non è altro che uno schiaffo a mano aperta che ti sconvolge e se ci mettete che io sono una fautrice del vivere tranquillo e sereno, delle abitudini, faccio la stessa strada per andare a lavoro ormai da anni, bevo il caffè nella stessa tazza, sono quella del non farsi prendere dalle mode e dagli eventi, di assaporare con pigrizia ogni attimo, un evento del genere ti destabilizza a tal punto da bloccarti e devi, devi per forza reinventarti.

Ma bisogna partire da ieri per comprendere il mio presente, per dieci lunghi anni ho investito tutto di me per tirare su una famiglia allargata, fatta di una donna, che usciva da un matrimonio che non le apparteneva, con due figli, un maschio e femmina che hanno vissuto la separazione dei propri genitori con tutto ciò che ne consegue e da un uomo con due figlie il cui destino era identico al mio.

Oltre a questo le mie energie erano impiegate in un altro progetto, la stabilità lavorativa,tutto questo è un bel mix di cose che ti tengono impegnata tutti i giorni e  ogni ora di quei giorni.

Eppure la vita è stronza perché da un lato dall’altro toglie sempre, nel momento in cui il mio lavoro finalmente è diventato stabile  e sembra che tutto può iniziare a prendere forma,  tutto inevitabilmente cambia o perlomeno sai che dovrà accadere ma pensi che sarà un giorno tanto lontano che infondo non arriverà mai.

Invece, il giorno arriva e si riparte da zero, si  oggi tutto cambia, perché il tuo compagno di vita trova lavoro, dopo due anni di fermo , lontano da casa.

Il nido si svuota i figli aprono  le ali  e spiccano  il volo , le cucciole di casa ormai sono una spanna più alte di te, fanno i primi passi nell’universo, ma in fondo, chi prendo in giro i figli non sono nostri appartengono al mondo.

Certo dirselo è dura e ancor di più accettarlo perché adesso il rientro a casa sarà vuoto e devi accettare il silenzio, la cena per uno e la televisione tutta per te ( forse questo  è l’unico vantaggio).

Quindi bisogna pur andare avanti e in fondo è un nuovo modo per rimettersi in gioco, per riprendere progetti disegnati e mai realizzati e chissà.

Se da un lato mi prende la paura di essere ingoiati dal nulla, dall’altro sapevo da tempo che tutto questo sarebbe pur arrivato a questo punto non mi rimane che dire benvenuto giorno zero e benvenuta qualunque cosa ci sia in attesa.

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