Molto spesso è difficile raccontare se stessi se la
prospettiva è unica, è sempre la stessa.
Se l’obiettivo immortala sempre lo stesso soggetto,
con gli stessi colori e spesso con la stessa direzione.
Me lo chiedo ogni volta che pubblico una foto su IG o
su questo mio diario sgangherato.
Perché vedere voi che raccontate la vostra “normalità”
fa venire una sorta di ansia da prestazione.
Vedervi scrivere delle vostre vite , così infondo straordinarie
a volte mi confonde, perché a guardar bene non è sempre oro ciò che luccica e la verità si trova sempre nel mezzo di quell'obiettivo.
Mi chiedo sempre cosa significhi vivere semplice,
semplicità tanto cercata ma il più delle volte costruita artificiosamente.
Mi chiedo se ricercarne ogni singola imperfezione
possa generare approvazione o ti faccia sembrare sempre fuori dal mondo, quasi marziana .
Me lo chiedo ogni volta, forse per questo il più
delle volte sono stata travolta da quel ticchettio, ve ne parlavo giusto qui,
quasi sempre a voler dimostrare chissà cosa.
Pur sapendo che io non sono così, che amo quelle
piccole pieghe imperfette che la vita ti concede e ti dona, che desidero solo
la tranquillità di una vita di provincia .
Si voglio essere una semplice donna di provincia ma consapevole della felicità, con tutta la banalità che ogni giorno la vita mi porta.
Il rischio in tutto questo c'è , perché si è diversi dal resto del mondo.

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